Correva l’anno 2021 quando il settore crocieristico iniziava a rialzarsi dopo la pandemia. In quel contesto, il Medio Oriente si affermava come una delle destinazioni simbolo della ripartenza: l’apertura dell’Arabia Saudita al turismo internazionale e il debutto di MSC Bellissima a Gedda segnavano un momento storico, aprendo la strada a nuovi itinerari nel Mar Rosso e nel Golfo Persico. In pochi anni, diverse compagnie hanno inserito la regione nei propri programmi, alimentando grandi aspettative.
Sembrava l’inizio di una nuova era per il turismo crocieristico: Emirati Arabi, Oman, Qatar e Bahrein venivano promossi come alternativa più accessibile ai Caraibi, soprattutto per il mercato europeo. Tuttavia, questo slancio si è progressivamente raffreddato. Già dal 2024, infatti, si registra un’inversione di tendenza, con una domanda in calo e un crescente ritorno verso destinazioni più consolidate.
I dati di Ticketcrociere confermano il trend: dopo i 1100 passeggeri italiani del 2023, il numero è sceso a 830 nel 2024 e a 576 nel 2025, fino ai soli 65 registrati nei primi mesi del 2026. Parallelamente, i Caraibi hanno riconquistato terreno, superando il Medio Oriente già dal 2025. A pesare sono soprattutto le percezioni legate alla sicurezza e l’instabilità geopolitica dell’area, fattori determinanti nelle scelte dei viaggiatori.
“Nonostante questa parabola discendente, negli ultimi due, tre anni abbiamo comunque assistito a un incremento dell’interesse degli italiani verso le crociere in Medio Oriente come alternativa più economica ai Caraibi” spiega Matteo Lorusso, direttore generale di Ticketcrociere. “Quello che poteva essere l’inizio di una rincorsa è stato però bruscamente interrotto dai recenti conflitti nell’area. Le compagnie sono molto sensibili alla sicurezza dei passeggeri e pianificano gli itinerari con largo anticipo”.
Le conseguenze sono già evidenti nelle strategie delle compagnie. MSC Crociere ha riposizionato alcune navi, mentre Costa ha sospeso le rotte nell’area per l’inverno 2026/27. “È difficile immaginare un completo ritorno in loco prima di un paio d’anni” conclude Lorusso. “Il rimbalzo arriverà, ma richiederà molto più tempo del previsto”, lasciando il futuro del Medio Oriente crocieristico in attesa di condizioni più stabili.

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